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Intervista (a cura di Maria Lenti)
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Lettera di Tolmino Baldassari

Caro Alessandro,
grazie per il tuo Pietrisco.
C'è un segno tuo, una connotazione. E questo conta molto, quando si scrivono versi perché hanno cose da dire.
Non voglio aggiungere altro, poiché le Epilogie dicono molto, particolarmente quelle di Luca Nannipieri e Chiara De Luca.
E mi piace dirti che nelle mie letture di poesia uso un segno (√) per i componimenti che più sento, e il tuo libro riporta molti di questi segni. Inoltre a fine lettura ho constatato come Questioni di principio, poesia con segno più marcato, è citata anche da Luca…
Cordialmente

Tolmino, Cannuzzo di Cervia, 30 gennaio 2006

Alessandro Ramberti
Pietrisco

€ 8,00 pp. 64 (Sia cosa che)
ISBN 8887808856

Vincitore sezione poesia edita del Premio nazionale biennale di poesia "Cluvium" VI edizione (in giuria Anna Rotunno, Michele Sessa, Carlo Sabbarese, Vincenzo D'Alessio) con la seguente motivazione: La forte ricerca lirica di Ramberti ha dato consistenza alla raccolta di versi Pietrisco una nuova forma di ricerca in quel vasto panorama della poesia contemporanea. Una voce che si distingue per l’uso sapiente della parola come “pietra scartata” pr una costruzione fuori dagli schemi consueti, vicini alla filosofia moderna: vorrei parlare al mondo fuori / ma modulo di spine il filo / del discorso… escono / a recitare i loro passi / alcuni sono belli altri parafrasi (p. 15). Come non riconoscere a questa poetica la capacità di assicurare al lettore la nuova strada da seguire per utilizzare in piena concertazione la sacralità del divenire: se non ci fosse questa storia, / risulterebbe gelido ogni nodo (p. 32). (Vincenzo D’Alessio) V. anche la postfazione di D'Alessio all'Antologia.

Finalista al Premio Città di Arona 2006

Primo premio alla V edizione del concorso letterario
POESI@ & RETE 2006 con la seguente motivazione

Le giurate Irene Bonanno (sx) e Flora Restivo (dx)
con Ottavio Miano, vincitore della sezione C


Da: Gian Ruggero Manzoni
Data: Tue, 14 Mar 2006 21:25:18 +0100

Caro Alessandro, Pietrisco è raccolta splendida. Vive una sospensione, uno slancio spirituale, una capacità di rendere viva la tradizione e ogni possibile memoria. La tua poesia è in crescita continua. In "elevazione". Se avessi conosciuto due anni fa le tue ti avrei proposto di essere dei nostri in Oltre il tempo. Ci saresti rientrato in pieno. Che altro dirti? Già molto è stato scritto dagli amici nelle loro postfazioni. Scelta di grande apertura quella di chiamarli a dire sul tuo. Bravo anche in questo.

“Il lavoro di Alessandro Ramberti pare costituirsi in parti di un unico percorso che non si esaurisce in questo libro ma che caratterizza tutto il suo operato. E il percorso non è certo dei più semplici né dei più accettati: Ramberti indaga costantemente, più o meno in maniera celata, col proprio senso religioso, dimostrandone tra le righe l’esigenza, o meglio ancora molto spesso la totale necessità. E questa sorta di “carità” pare prendere i testi, condizionando i rapporti e le interazioni. Anche in questo Ramberti agisce con lo spirito del cammino questuante (cfr. Finisterre), un pellegrino minore, imperfetto, consciamente peccatore e in maniera latente sofferente. Emerge così tutta la “passione” della scrittura, del lavoro che si manifesta in maniera evidente quando viene chiesta “una dichiarazione di argomenti” (cfr. L’ideogramma) e che ancora una volta fa vedere come impossibile da scindere nell’autore la sostanza della fede. Questa personale scrittura si instaura insomma in un filone mai sopitosi della scrittura poetica del ’900 ma che negli ultimi decenni sta crescendo in maniera costante quasi che l’esigenza dell’autore non sia più ormai una questione “personale” ma comune. Il pellegrino imperfetto insomma è attorniato da tanti altri viandanti e questo pare il punto decisivo: l’affresco “d’insieme” di questa poesia che partendo da un punto di vista soggettivo si allarga mostrando tutto il campo di ripresa. E il campo pare grande, sempre più grande.”
(Matteo Fantuzzi)

Alessandro Ramberti è nato a Santarcangelo di Romagna il 10 giugno 1960. Ha vinto il premio l’Astrolabio con Racconti su un chicco di riso (Tacchi Editore, Pisa, 1991) e vari riconoscimenti per opere poetiche: recente il secondo premio al Città di Mestre 2005 con la poesia Già c’è, inserita nella postfazione a Figli di Paola Castagna (Fara, 2005). Con la poesia Tracce indistruttibili ha vinto il concorso “Versificando 2005” (cfr. l’antologia omonima prefata da W. Mauro, edita da Giulio Perrone Editore, Roma). Con la poesia Dietro le spalle ha vinto a fine 2005 il premio "Ad un passo dalla poesia". Con la raccolta In cerca (Fara, 2004) ha vinto il Premio Alfonso Gatto 2005 per l’opera prima e il Premio Città di Solofra 2006. Ha pubblicato con lo pseudonimo di Johan Thor Johansson La simmetria imperfetta (Fara 1996). Con la silloge Pietrisco (Fara 2006) ha vinto Premio nazionale biennale di poesia "Cluvium" e il concorso letterario POESI@ & RETE 2006.
Terzo classificato al Premio Giovanni da S. Piero 2007 (Agliana, PT) con la poesia inedita "Dove sono i cavalieri?".

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