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Recensioni e segnalazioni

Vincenzo D'Alessio
Gian Ruggero Manzoni
Michele Luongo (Via Cialdini)

 

Alessandro Zaffini
Scordare il copione

€ 10,00 pp. 88 (Vademecum 9), febbraio 2018
ISBN 978 88 94903 28 7

Opera III classificata al concorso Faraexcelsior 2017

«Non poter sentire niente / nulla pensare nell’intrico / dei rami, davanti al vorticare / di galassia di quei fumi / Urbino semplicemente / svetta»; «Il gioco diventa una cosa / seria – troppo, o troppo poco – / quando si è negati»; « Capita che il ricordo s’imbatta / come un vecchio delfino tra reti indurite»; “… solo più tardi compresi l’orrore / di essere corpo, la levità disperata / e gli oceani / che certe ragazze soffocano in ventre». Un cammino in versi che ripercorre con flusso musicale l’intensità delle emozioni vivide e al contempo effimere e sfuggenti degli anni universitari: quelli della consapevolezza, quelli in cui la vita ci chiede di scegliere una parte e mette a nudo i nostri tic, le nostre aspirazioni, il nostro modo di desiderare, di amare, di pensare, di impegnarci… per recitare con autenticità: «in polemica con magre letture di Vattimo, / dico che c’è eccome / la verità, solo
non serve / dimostrarla / perché sarebbe finta / e poi, si vede, Vattimo non è un poeta» . Come osserva nella nota critica Germana Duca, avete in mano un canto orginale e prezioso.


Alessandro Zaffini è nato a Sassocorvaro, nel Montefeltro, il 19 gennaio 1988 – più in dettaglio nell’ospedale che incombe
sulla rocca ubaldinesca – tutto in una notte sola. Dottore in Lettere moderne nel 2014 all’Università di Urbino, pare sia stato avvistato in seguito a disperdere la propria persona nel
nordest italiano. Voce malferma, chitarra scordata e
scrittore di testi per la band Giumara & the PinkNoise
(giumaraandthepinknoise@gmail.com), ha pubblicato
una silloge di poesie (Le api marce, Sigismundus 2013)
dedicandosi con discontinuità ad arti spietate quali il
kendo, la monogamia e il volantinaggio. Sa disegnare.

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