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Gradiva, Inernational Journal of Italian Poetry, N. 41/42, Rassegna di Poesia pag. 214

In questa plaquette - definita da più versanti la raccolta della maturità - Carla De Angelis dona a se stessa e a chi legge la chiave per aprire le sensazioni e le emozioni più vere di questo mondo. L’autrice è una poetessa “legata alle passioni / Ogni tanto riordino la casa e la mente / mi accuccio in un angolo / fingo di non sentire chi chiama / un po’ di solitudine”. In queste liriche il raffinato effetto di assonanze consegna un movimento congiunto e separato, l’intelaiatura tra libertà e contingenza delle cose. La riflessione su ciò che resta, e ciò che è andato, è la trama più profonda di questa poetica che gira intorno all’arché delle cose, facendo di ogni poesia il biglietto di un grande collage, o se si preferisce la voce di un vastissimo dizionario di sentimenti. Bene ha reso Alessandro Ramberti quando ha sottolineato che queste poesie sono: “folgori che squarciano il buio, aprono la mente, indicano nuove strade”. Infine i significati, in quest’opera, comunicano la verità di una trascendenza compiuta e viva nell’infinita divergenza della forma, con un tratto distintivo ed incisivo verso l’assoluto. Poesie vere e taglienti che ci nutrono e ci salvano. (Antonietta Gnerre)

Carla De Angelis
A dieci minuti da Urano
(poesie di tentata conquista)

€ 12,00 pp. 108 (Sia cosa che)
ISBN 978 88 95139 89 0

prefazione di Stefano Martello
e una suggestione di lettura in postfazione

Vincitore Premio Vittoria Colonna, del Premio Memorial Sparagna e del Premio Albero Andronico

Segnalato al Premio “Civetta di Minerva”

“Mi vestirei di fiume / per vederti nel cerchio
// di un sasso lanciato per sfida”; “Restano
incisi quei baci / che strappano la vita”; “Non è la conoscenza è / l’assenza di verità che uccide”… Ci sono periodi della vita in cui Urano (Il cielo, anche con la C maiuscola) è bello ma distante, oppure è tragicamente vicino con le tempeste che costringono o limitano fortemente il nostro cammino. Altre volte è invece vicinissimo, addirittura in noi, perché nelle tempeste ci sono anche i lampi, paurosi sì ma “illuminanti”, folgori che squarciano il buio, aprono la mente, indicano nuove strade.
Anche se carica di una tensione trattenuta,
razionalizzata, ponderata nel ritmo, nelle
immagini, nel suono, la forza di questa raccolta è dirompente: quelle che sembrano
dimesse preghiere si rivelano assai simili
all’Urlo di Munch; la quiete che a volte la natura e gli affetti sanno infonderci è messa
costantemente in gioco dallo sguardo laterale
e modernamente leopardiano di Carla De Angelis. Come ben osserva Stefano Martello nella Prefazione: “La poesia di Carla (…) non si attorciglia nella fretta di comunicare qualcosa, ma filtra le tante cose utili e meno utili, ed alla fine, in quelle dieci, quindici parole ritrovi l’essenza.”
Sì, questa è un’opera matura, scritta con
umiltà e pazienza, ripiena di una saggezza emotiva vissuta, verificata (la bellezza non
è mai infatti disgiunta dalla verità) e condivisa.
Il lettore è invitato ad immergersi in una poesia asciutta e vibrante, meravigliata
e spiazzante: “ti lascio la parte migliore // a
me solchi sul volto e nel corpo / a te altro”;
“Serro la pazienza fra le dita / in borsa la
realtà di un’ombra”.

Nata a Roma nell’ottobre del 1944, Carla
De Angelis ha pubblicato i primi versi nel 1962. È Cavaliere al merito della Repubblica Italiana dal 1995. Sue poesie sono presenti in diverse antologie edite da Aletti, da Perrone e da Estroverso. Con Fara ha pubblicato la raccolta di poesie Salutami il mare, il libro dialogato con Stefano Martello Diversità apparenti (i due libri sono stati vincitori e finalisti in
vari premi) e, sempre con Martello, a curato il libro di testimonianze Il resto (parziale) della storia. Sue sillogi sono inserite nelle antologie Il silenzio della poesia (2007) e in Poeti profeti? (2008). Altri suoi versi sono stati recentemente pubblicati in Demokratica (Limina Mentis, 2010). Fa parte della redazione di Kolibris, casa editrice di Chiara De Luca.

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