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Fabrizio Chiappetti. Visioni dal futuro. Il caso di Philip K. Dick

Postfazione
di Renato Turci

Intervista
a Paola Turroni

Recensioni:

Il Sole-24 Ore (Franco Loi)
Il Segnale (G. Bocchinfuso)
Stradanove (Versuska Anconitano)
Rosete de Sà

animale con inediti in solotesto

Paola Turroni
animale

€. 9,30 pp. 96 (Imprinting)
ISBN 8887808287

"Scrivere è come camminare": così si apre il percorso di Paola Turroni (esperta di cinema) fra parole che considera simulacri dispensabili come "scheletri nell'armadio che si conservano per avere ancora qualcosa da buttare". Se l'epigrafe artaudiana "se noi potessimo amare, amare subito, la scienza sarebbe inutile" è una chiave per queste prose poetiche di Turroni, allora l'autrice può affermare che "non ci sono labirinti nella memoria, sono nelle mani degli altri, nella mia pelle". In effetti animale è un atto di "pre-senza", cioè una presenza assente, che è il desiderio di senso, o la domanda di un completamento, o quell'alito vitale a scadenza (e per questo preziosissimo), che ci consente di lasciare, lungo il nostro cammino di uomini, delle tracce per gli altri. Di indicare percorsi possibili.

Il giudizio di Giorgio Barberi Squarotti

Torino, 3 febbraio 2001

Gentile Signora,
ho letto il Suo libro con vivo interesse e piacere. Il Suo discorso poetico è singolare, originale per l'alternanza di ritmo, occasioni, eventi, situazioni: un poco sempre misteriosi, enigmatici. Mi hanno convinto di più i testi più avventurosi e suasivi, come quelli di "Savana".
Grazie del dono. Con i migliori auguri e saluti,

Giorgio Barberi Squarotti

In questa scrittura il significato di poesia torna alla sua origine, liberandosi dalle convenzioni formali (peraltro alcuni testi appaiono più come prose, giusta la eventuale discendenza dal Rimbaud della Saison o Les stupra): estende così la sua inventiva su piani multipli che eludono perfino il concetto estetico. "Scrivere è il flusso del sangue" (p. 47), e da tale principio scaturisce la parola che riesce più oggettivamente a riprodurre una realtà "animale" poiché anche "un sogno rimane carne da qualche parte" (p. 61). L'autrice non dovrebbe più toccare niente di quanto ha scritto.
(«Punto di vista», n. 27, gennaio-marzo 2001)

(…) non mi rimane che farle personalemente i più cari complimenti non solo per una scrittura che (…) è prima di tutto ottima sul piano sostanziale e di costruzione: non un'accozzaglia di poesie ma un percorso preciso come difficilmente si trova nel panorama odierno. soprattutto nella scrittura femminile che tristemente stereotipa troppo spesso un'idea consolidata per compiacere il tremendamente maschilista gotha della critica salottifera italiana. le auguro davvero la maggiore visibilità possibile ai suoi scritti, anche per fare capire alle ragazze che ora iniziano che la poesia non è quella che si fa loro scrivere, ma quella che loro vogliono mettere su carta.

cordiali saluti. matteo fantuzzi (poeta e critico, vincitore
sezione giovani del premio Aldo Spallicci 2001)

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