Logo Fara Editore Fara Editore

L'universo che sta sotto le parole
home - fara - catalogo - fariani e kermesse
Titolo Schede
presentazione - argomenti - autori e titoli - librerie

Potete ordinare i nostri libri a info@faraeditore.it con lo sconto del 15% (più 3 euro spese come piego o 6 euro come Posta1 per l'Italia) con bonifico a Edizioni Fara presso RomagnaBanca Rimini Centro IBAN IT25 U088 5224 2020 3201 0045 062 indicando in causale titolo e numero di copie

Recensioni e segnalazioni

Daniela Domenici
La presenza di Erato
Video della presentazione virtuale alla Casa del libro Mascali di Siracusa
Trailer

 

Francesco Randazzo
Itaca deserta ruggine

10,00 pp. 72 (Vademecum 42), maggio 2020
ISBN 978 88 94903 96 6

opera poetica vincitrice al Narrapoetando

Mi tuffo, per sentire il mio corpo estendersi e svanire, nell’acqua / tutto si dilata e il rumore del sangue che mi scorre dentro pulsa / insieme al rumoroso silenzio degli abissi. Nuoto cercando / il fondo, scavo con le braccia l’oscurità, sbatto nel ferro / di un pilastro irto di scaglie e conchiglie, sussulto, annaspo, / tento la risalita, mentre la testa maculata di una murena stanca / sbuca da un anfratto del ferro e mi guarda con occhi stupiti…

«Le avventure e i ricordi si sovrappongono, arricchiscono consapevolezze e rimorsi, ripercorrono le tappe del pentimento: ci sono i piedi perfetti di Calipso, la bianca pelle di Nausicaa e Circe, la spada del mio dubbio.» (Elena Varriale)

«… una memoria che è sempre in movimento, in un verso – tra l’altro – ampio e accogliente, grazie alla sua capacità di distendersi in pause e slanci.» (Salvatore Ritrovato)

«… in questo ritorno a Itaca che Randazzo mette in scena non c’è rispecchiamento tra Odisseo e Penelope. Il monologo di Penelope denuncia la devastazione amorosa che separa marito e moglie. Le due esperienze amorose solo apparentemente esprimono languori e nostalgie, mentre la narrazione dei due io poetanti ci restituiscono, in una inconsapevole dichiarazione di perfetta simmetria, l’irriducibilità che sempre li ha gravati. Così come il balbettante racconto dello stupro di Aretusa è metafora dell’indicibilità della violenza, dire l’amore, a Penelope e a Odisseo, non basta per colmare l’estrema lontananza fisica e mentale degli amanti.” (Pippo Ruiz).

Francesco Randazzo si è laureato in Regia all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma nel 1991. Siciliano della diaspora, sovente col cervello in fuga all’estero, è scrittore e regista. Ha pubblicato, con vari editori, testi teatrali, poesie, racconti e tre romanzi; ha ottenuto numerosi riconoscimenti in premi e festival nazionali e internazionali. Ha svolto attività didattica con corsi di recitazione, regia, drammaturgia e scrittura creativa, storia dello spettacolo, stages e conferenze per varie istituzioni pubbliche e private. Ha creato e gestisce il blog Mirkal. Delle Arti e delle Lettere e Ozarzand (questo non è un diario). Per la webzine Maredolce.com cura la rubrica Le lettere di Woland.

Torna all'inizio

grafica Kaleidon © copyright fara editore