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Scheda:
Alfredo Panzini
Guida alla grammatica
italiana
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E' necessaria la grammatica?
E' necessaria la grammatica? C'e' chi risponde si' e chi risponde no.
Omero scrisse l'Iliade, pare, senza grammatica. Dante quando scrisse la
Divina Commedia
non pensava alla grammatica, pero' l'aveva studiata con molta diligenza.
Alessandro Manzoni che uso' ne
I Promessi Sposi una lingua cosi' schietta, era minuzioso osservatore
delle cose della lingua e della grammatica.
Noi avvertiamo il caldo e il freddo anche senza
termometro; pero' e' bene averlo in casa; e cosi' noi possiamo scrivere
e parlare anche senza grammatica;
pero' e' bene che essa vi sia. La presente grammatica e' limitata alle
cose principali. Nel suono del patrio linguaggio ogni popolo sente e ama
la patria. La
potenza di un popolo fa potente e dominatore un linguaggio sopra gli altri
linguaggi; i poeti che scrissero grandi cose lo fanno glorioso; e dalla
parlata dei popoli potenti e dalle scritture dei grandi poeti sono poi
state ricavate quelle leggi le quali per comune consentimento formano
la grammatica.
E come si vedono le bollicine dell'acqua sorgere e salire, cosi' sorgono
e salgono le parole nuove che indicano le nuove cose. Quante parole ha
creato la guerra! Quante l'areonautica, l'automobilismo, lo sport, la
moda! Le
parole di un linguaggio affluiscono in altro linguaggio, spesso con tumulto,
spesso con capriccio; e cosi' spesso si formano voci e modi deformi.
Questo movimento torbido e tumultuoso e' bene sia regolato sin dove e'
possibile, altrimenti la lingua nazionale viene a mancare di ordine e
precisione. La grammatica sta a guardia della lingua nazionale; ma la
guardia piu' vera e' il sentimento di dignita' che ogni italiano deve
avere anche nella parola.
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